Nessun colpo di scena a Pescara. Dopo giorni di indiscrezioni e conferme più o meno ufficiose, appelli dei tifosi biancazzurri a restare, incontri e colloqui telefonici più o meno segreti con la dirigenza giallorossa, oggi finalmente l'annuncio ufficiale: Zdenek Zeman lascia il Pescara per andare alla Roma, con la quale l'accordo è vicinissimo. Lo ha detto lo stesso tecnico boemo, in quella che é la sua conferenza stampa di addio alla società che lo ha rilanciato, ottenendo una incredibile promozione in A.
E' il 'solito' Zeman, con le sue pause, la sua calma e i sorrisi ironici: anche se in zona Cesarini, a conferenza stampa consumata, il suo volto si riga di quelle lacrime che ha trattenuto a lungo. Il boemo non ha tradito le attese, lanciando anche qualche bordata delle sue sul Calcioscommesse - "pensavo che arrivassero pene pesanti per quelli che hanno sbagliato per dare un esempio, purtroppo vedo che non succede nemmeno questo" - e prendendo subito in contropiede i numerosi giornalisti giunti dalla capitale: "Parlo solo del Pescara, perché sono ancora il suo allenatore".
Zeman ha voluto ricordare la splendida cavalcata con il Pescara, spiegando il perché della sua scelta di non rimanere un altro anno in riva all'Adriatico. "Qui - ha spiegato - ho vissuto la mia migliore stagione: vado a Roma e mi porto Pescara nel cuore. Come sono stato qui non sono stato da nessuna parte". Poi il tecnico ha spiegato la scelta di andare alla Roma. "A 65 anni - ha argomentato - è questa per me l'ultima occasione della vita per tornare ad allenare una grande squadre. Non potevo dire di no. Ero andato via da Roma 13 anni fa senza aver completato il mio lavoro. E dunque torno con la speranza di fare bene".
Qualche tifoso ha parlato di tradimento, Zeman però non la vede così. "Non c'é stato nessun tradimento - ha chiarito - : avevo il contratto di un anno e alla scadenza ho deciso che c'erano i motivi per cambiare. Avevo iniziato a parlare con la società biancazzurra del prossimo campionato. Poi è successo quello che sapete e le cose sono cambiate". Niente Roma, aveva detto all'inizio della conferenza stampa, ma il pressing dei giornalisti alla fine per qualche attimo ha avuto la meglio. "Con Totti - ha ammesso - in questi 13 anni ci siamo visti e sentiti qualche volta.
Oggi la Roma è per me meglio della Lazio. Parlo ovviamente di progettualità ". E allora ecco servito subito lo Zeman-pensiero sulla sfida della capitale. "Il derby è bello per quello che accade prima e dopo, per l'atmosfera, per il calore dei tifosi e per tutto quello che è il colore. Ma in campo è una partita come le altre. I punti in palio sono sempre tre".






