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Sicilia»Palermo»CRONACA»Il caffè del boss imposto ai bar di Palermo, sequestrate 5 società: valore 4 milioni
Sabato 26 Maggio 2012 20:28
  • Gli affari di Cosa nostra

Il caffè del boss imposto ai bar di Palermo, sequestrate 5 società: valore 4 milioni

  Redazione

Il caffe' del boss imposto ai bar di Palermo. Cinque le societa', per un valore complessivo di 4 milioni di euro, sequestrate dai finanzieri del Nucleo di Polizia tributaria su provvedimento del gip Riccardo Ricciardi. Sigilli, nell'ambito dell'operazione "Coffee Break", sono stati apposti alle imprese, di cui due operanti nel settore del commercio all'ingrosso di caffe', due bar del centro, uno dei quali con annessa sala giochi, e una palestra, riconducibili a un palermitano pluripregiudicato, ritenuto, in passato, uomo di fiducia di Toto' Riina e condannato con sentenza definitiva per associazione mafiosa.

Le indagini, dirette dal procuratore aggiunto Antonio Ingroia e dal sostituto Dario Scaletta, hanno evidenziato che l'imprenditore delle mafia - accusato di trasferimento fraudolento di valori ed estorsione aggravata dal metodo mafioso - aveva negli anni attribuito a prestanome la titolarita' delle attivita' commerciali; nell'indagine sono infatti finite altre undici persone, tra cui alcuni familiari, denunciate per concorso in trasferimento fraudolento di valori. Accertati episodi di estorsione, come l'imposizione a un bar di Palermo l'acquisto di caffe' commercializzato da una delle societa' sequestrate, nonostante il prodotto fosse di qualita' inferiore rispetto ad altri presenti sul mercato ed il prezzo non certo il piu' conveniente. Alcuni collaboratori di giustizia hanno confermato come ambisse a diventare, a ogni costo, il leader incontrastato nella fornitura del caffe'. Dopo la sua scarcerazione (nel dicembre 2006) i clienti, in un solo anno, sono cosi' aumentati del 300% e l'espansione della sua attivita' nel mercato del caffe' non ha conosciuto soste. I finanzieri stanno adesso verificando se vi siano altri esercizi commerciali costretti ad acquistare il caffe' della mafia..

Il provvedimento di sequestro preventivo ha interessato numerose imprese dell'imprenditore Francesco Paolo Maniscalco, 48 anni, ben avviate e note, in gran parte ubicate nel centro di Palermo. Tra queste la societa' "Cieffe group srl", con sede legale a Palermo, in via Ugo la Malfa; il "Bar Sport" di via Pisacane; la Palestra Body Club di via Dante; il bar Trilly di via Giacomo Cusmano di cui si e' proceduto al sequestro dei soli beni strumentali individuati all'interno, in quanto i soli riconducibili all'impresa individuale oggetto del provvedimento. Tredici le persone complessivamente indagate nell'ambito dell'operazione delle Fiamme gialle "Coffee Break".

 

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