Il Gup di Catania Luigi Barone ha rinviato al 12 marzo l'udienza per discutere la richiesta di archiviazione presentata dalla Procura per il presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo, e suo fratello Angelo, deputato Mpa alla Camera, nell'ambito dell'inchiesta antimafia "Iblis". I due a suo tempo erano stati indagati per l'ipotesi di concorso esterno in associazione mafiosa, ma la loro posizione e' stata poi stralciata e il reato derubrico in di voto di scambio. Il Gup ha chiesto alla Procura che sostiene l'archiviazione e alla difesa di puntualizzare gli aspetti che riguardano la caratterizzazione del rapporto tra gli imputati mafiosi e i politici. "I contatti ci sono stati -ha detto il procuratore della Repubblica Giovanni Salvi- ma l'essenza della richiesta del Gup riguarda la qualificazione del fatto alla luce delle intercettazioni che parlano di un mancato appoggio da parte dei politici. La questione e' anche legata alla sentenza Mannino".
SALVI: CASO LIMITE MA GIUSTO ARCHIVIARE
"A me sembra molto rilevante il dato di fatto in se': gli accertamenti che sono stati compiuti hanno consentito di provare il punto di fatto, almeno secondo la prospettazione della Procura, che vi e' stato questo accordo. La qualificazione e' un fatto al limite, piuttosto complesso e speriamo che la decisione finale sia quella giusta". Parla per la prima volta del processo al Governatore Raffaele Lombardo il procuratore della Repubblica di Catania Giovanni Salvi, che commenta la richiesta odierna del Gup su alcuni punti della richiesta di archiviazione nei confronti del presidente della Regione Siciliana, Raffaele Lombardo, e di suo fratello Angelo, parlamentare nazionale del Mpa, per l'accusa di concorso esterno all'associazione mafiosa. "Ci e' stato chiesto dal Gup -ha proseguito Salvi- di approfondire la parte che riguarda concernente la qualificazione di carattere mafioso dei contatti, che abbiamo accertato, che vi sono stati nel periodo elettorale tra l'onorevole Raffaele Lombardo ed esponenti della cosca mafiosa".
Salvi, nominato procuratore di Catania quando i due aggiunti Michelagelo Patane' e Carmelo Zuccaro avevano gia' chiesto l'archiviazione, difende il lavoro del suo ufficio: "Noi abbiamo preso una posizione, aspettiamo con serenita' la decisione del giudice e faremo tutto quello che e' necessario per accertare fino in fondo questi fatti. Certamente rimane la richiesta di archiviazione. Ho totale fiducia in quello che e' stato fatto e attendo con serenita' la decisione del giudice. E' una decisione difficile perche', al di la' delle polemiche, e' difficile, anche sulla base delle sentenze delle sezioni unite, della famosa sentenza Mannino, trovare il discrimine della qualificazione di questi fatti". Per l'avvocato Guido Ziccone, legale di Raffaele Lombardo, "l'approfondimento chiesto è di carattere giuridico: si tratta di capire in che misura il contatto, qualora ci fosse stato, acquisisce le caratteristiche della concretezza del patto che può dar luogo al concorso esterno. La sentenza Mannino -ha aggiunto Ziccone- è molto chiara sul punto e si è espressa in modo tale da dover escludere a mio avviso questo patto nel caso Lombardo. Il giudice vuol capire meglio, vuole che noi scendiamo più approfonditamente sull'argomento, cosa che noi faremo. Riesamineremo con molta attenzione questo punto e con il contributo dell'oralità del dibattimento, ci auguriamo che il 12 marzo la vicenda si possa chiudere definitivamente".







