Un giovane romeno detenuto si e' tolto la vita in una cella del carcere di contrada Petrusa, impiccandosi con un lenzuolo. Ha legato il lenzuolo alla finestra della cella nella quale era rinchiuso e, dopo averlo stretto al collo, si e' suicidato. Manole Narcis, 27 anni, da giorni era scosso. Ripeteva sino all'ossessione che in Romania, suo paese d'origine, era morta la bimba neonata che la sua compagna aveva appena partorito. Questa tragica notizia, che i carabinieri pero' non hanno potuto ancora verificare, l'aveva appresa il primo settembre, lo stesso giorno del suo arresto, quando in piazza a Canicatti', completamente ubriaco, era stato bloccato dai carabinieri mentre molestava i passanti. Lo faceva gridando e roteando una cintura con la quale aveva colpito un muratore di passaggio; i carabinieri erano riusciti con fatica a bloccarlo, tanto che lo avevano denunciato per violenza, resistenza e minacce a pubblico ufficiale e, senza passare dalla caserma, lo avevano chiuso in isolamento nel carcere di Petrusa. La tragedia della figlia morta e la privazione della liberta' per Manole Narcis probabilmente sono diventate un mix micidiale, un'esasperazione, a tal punto che il giovane in preda allo sconforto si' e' tolto la vita. Momenti di tensione, all'arrivo della salma all'obitorio dell'ospedale San Giovanni Di Dio, da parte di alcuni familiari e degli amici del romeno. Un folto gruppo di connazionali del giovane ha protestato vivacemente e inveito contro le forze dell'ordine e il regime carcerario. Nella tarda mattinata tutto e' tornato alla normalita'. A controllare la situazione alcune pattuglie dei carabinieri e della sezione Volanti. Manole Narcis da quattro anni viveva a Canicatti' e da sempre aveva fatto parlare di se'. Nel 2007 era stato arrestato con l'accusa di avere stuprato una sua connazionale. Per quel reato era stato scarcerato per decorrenza dei termini ed era in attesa che iniziasse il processo di primo grado. Altre volte era stato arrestato per rapina ed estorsione.







