La mozione di sfiducia nei confronti del presidente della regione Raffaele Lombardo non sarà mai discussa: lo ha deciso oggi la conferenza dei capigruppo dell'Assemblea Regionale Siciliana che ha fissato la seduta del 31 luglio per le dimissioni del governatore, coinvolto in un'inchiesta di mafia e voto di scambio. In Sicilia, dunque, le elezioni anticipate si svolgeranno il 28 e 29 ottobre. Ma la decisione di non trattare la sfiducia ha innescato una serie di reazioni, creando una crepa nell'asse Pd-Udc. "Non discutere immediatamente la mozione di sfiducia ma attendere le dimissioni di Lombardo? E' stata la decisione a mio avviso istituzionalmente più rispettosa e corretta", ha detto il presidente dell'Ars Francesco Cascio. Le mozioni di sfiducia nei confronti di Lombardo erano due: la prima presentata da Pdl, Pid e Grande Sud, la seconda da Pd e Udc. Ma proprio l'asse fra i democratici e lo scudocrociato si é spezzato quando il capogruppo dell'Udc Giulia Adamo ha firmato un documento presentato da Pdl, Pid e Grande Sud per chiedere di votare immediatamente la sfiducia. Documento che però non è stato preso in considerazione dai democratici. "Quello non era un documento - ha tagliato corto il capogruppo Pd all'Ars Antonello Cracolici - era un foglio di carta igienica. Il dato importante è il voto anticipato ad ottobre, il resto sono solo polemiche e demagogia". Sulla stessa lunghezza d'onda il presidente dell'Ars Francesco Cascio (Pdl): "Più che un documento è stata una provocazione - ha detto - i documenti non si presentano in conferenza dei capigruppo ma in segreteria generale". Ma la scintilla fra Pd e Udc ormai era stata accesa. "Ci amareggia e ci sorprende - ha detto il segretario regionale Udc Gianpiero D'Alia - la mancanza di serietà e affidabilità del segretario regionale del Pd e del capogruppo all'Ars che con noi hanno sottoscritto la mozione di sfiducia". Secca la replica del segretario regionale Pd Giuseppe Lupo: "'Abbiamo chiesto in conferenza dei capigruppo che la mozione di sfiducia fosse votata il 26 luglio. La decisione del presidente Cascio di convocare l'assemblea il 31 luglio, con all'ordine del giorno le dimissioni del presidente, non è stata messa ai voti e di questo se ne assume la responsabilità ". "Il nostro comportamento - ha aggiunto Lupo - è stato chiaro e lineare. Le dichiarazioni di D'Alia sono inaccettabili e probabilmente frutto di informazioni false e tendenziose". Ma dal centrodestra piovono le frecciate, come quella del capogruppo di Grande Sud Giovanbattista Bufardeci: "il vero dato politico che é emerso nel corso della conferenza dei capogruppo - ha detto - é la rottura dell'asse Udc-Pd".






