Dobbiamo dire alla gente di Augusta, che questa volte ci crediamo certo, e vogliamo crederci con forza, se quanto riportato dai giornali risponde a verità che, nel piano di Sviluppo Territoriale di UniCredit, uno dei tre progetti, che coinvolgono la provincia di Siracusa, riguarda la realizzazione di un sistema portuale integrato e, nello specifico, il porto Hub di Augusta. Crediamo davvero che questa volta non è il leitmotiv di una politica che purtroppo, fino ad oggi, ha sbagliato l'approccio al problema e non è stata capace di porre in essere scelte organiche di sviluppo.
Questa volta è una questione di pancia, per sua natura la banca investe i suoi capitali, ovviamente, solo quando un progetto è legato a elevato potenziale di sviluppo, e altrettanto una banca sa, che una città portuale presenta potenzialità straordinarie, in particolare il Porto di Augusta, strutturato, fornito di servizi e utilities, di competenze e specializzazioni diffuse con un'evidente posizione geografica caratteristica e strategica di ponte proteso nel Mediterraneo, al centro delle rotte tra l'Estremo Oriente e il Nord Europa, ciò dimostra, ove ve ne fosse bisogno, che costituisce un rilevante, a volte decisivo, fattore di sviluppo che può influenzare, significativamente l'economia non della sola Provincia di Siracusa ma della Regione Sicilia, Sicilia porta d'oriente e non ultima regione d'Europa.
A Milano, gli analisti UniCredit di Piazza Cordusio, conti alla mano, hanno ben configurato gli aspetti macro economici del commercio internazionale che il nostro porto può raggiungere, nonché gli elementi essenziali della politica a favore della mobilità sostenibile, e ancora, che il nostro porto può rivestire un fondamentale ruolo "strutturante" nei confronti del sistema economico dell'area circostante, generando una serie di effetti, diretti ed indiretti, capaci di promuovere lo sviluppo non solo di molteplici attività economiche tipicamente portuali ma anche altre attività ad esse funzionalmente collegate, hanno ben pesato l'impatto economico che ne deriva, in grado di generare un forte benessere nel territorio interessato. Apprezzabilissimo, pertanto, il segnale di fiducia che arriva da Unicredit che, pur in un periodo di grande difficoltà , intende investire in un progetto che parte dalla riconversione del porto di Augusta in hub del Mediterraneo e punta allo sviluppo del sistema interportuale, in un progetto che intende garantire una realtà portuale evoluta dove convivono funzioni commerciali, industriali e di servizio.
Quindi ad Augusta c'è una grande occasione di sviluppo per l'intera Sicilia che non possiamo permetterci di perdere. Gli augustani sono chiamati ad una prova di straordinaria responsabilità nel governare questa speranza e positività , ciascuno deve metterci del suo, con il cappello in mano, il progetto va rispettato, riconosciuto e messo in condizione di non ritrovarsi privo di strumenti nel confronto quotidiano con la politica e l'amministrazione che devono essere complementari e inscindibili.
Diciamo pertanto, a tutti gli attori della catena, che è improrogabile impegnarsi con rigore e insediare subito un osservatorio per la politica marittima, costituito da imprenditori, professionisti, operatori portuali, dipendenti imprese portuali etc, per intervenire se la politica non pone in essere scelte precise, perché non accada che il progetto riscontri ritardi, inciampi, e ostacoli nel rapporto con gli enti e relativi procedimenti amministrativi, per mettere a disposizione il patrimonio di conoscenza e capacità organizzativa di cui si dispone. Va stretta insomma, consapevolmente, un'intesa per essere vicini a chi ha deciso d'investire.
Pina Catalano







